Monachus monachus - Phoque moine - Foca monaca - Monk seal

La foca monaca del Mediterraneo è uno dei 6 mammiferi a maggiore pericolo di estinzione al mondo. Quando era diffusa in tutto il Mediterraneo, veniva cacciata per la carne, il grasso e la pelliccia. La concorrenza con i pescatori per la risorsa ittica, la pressione umana, le alghe tossiche e i virus ne hanno però accelerato il declino. Da circa 1.000 esemplari censiti nel 1978, la sua popolazione è oggi passata a soli 150 animali. Gli ultimi, entro i confini o nelle vicinanze del Santuario Pelagos, sono stati avvistati negli anni 1960-1970 in Corsica, Sardegna, Algeria, Tunisia e anche verso Cap Sicié, dove una grotta porta ancora il nome di Bue marino. Attualmente, riescono a sopravvivere in alcune isole greche (Sporadi settentrionali, Cicladi, Dodecaneso) e un gruppo di circa 150 esemplari si è rifugiato verso Cap Blanc, alla frontiera tra Marocco e Mauritania (a nord del Banc d'Arguin). L'adulto misura 2,40 metri e arriva a pesare 300 kg. Ha un mantello grigio chiaro o beige-marrone. La femmina, se non viene disturbata, può partorire un piccolo all'anno. Il piccolo misura un metro e il mantello è folto, nero, con una macchia ombelicale bianca. Si nutre di pesci e di cefalopodi.

PERICOLI PER LA SPECIE

La pressione turistica e lo sviluppo dell'habitat umano riducono l'habitat della Foca monaca, mentre la convivenza con i pescatori, che assistono al depauperamento delle loro risorse, è tuttora problematica, anche se si sono registrati progressi nella collaborazione tra questi ultimi e gli enti di tutela dell'animale, come nel caso del MOm in Grecia.

Per approfondire l'argomento: www.mom.gr